top of page

DISTANZA CULTURALE E BUSINESS INTERNAZIONALE #2

La mini-serie sugli aspetti interculturali del business prosegue con la citazione dell’intramontabile “Do’s & Taboos Around the World”, un prontuario pensato per i globetrotter americani, sia per turismo sia per affari, con l’obiettivo di aiutare a evitare gaffe e fraintendimenti tramite la comprensione delle differenze quanto a usi e costumi, linguaggio del corpo, gestualità, modi di dire, regali da fare e da non fare, senso del tempo e della puntualità, consigli per muoversi nei diversi paesi.


L’autore, Roger E. Axtell, è stato vice presidente della Parker Pen ed ha viaggiato per i cinque continenti durante trent’anni di carriera. Non si tratta di un testo di antropologia ma di un compendio di acute osservazioni e consigli personali dichiaratamente aperto: nella prefazione della prima edizione si trova infatti l’indirizzo postale a cui inviare contributi e rettifiche sul tema.


Il testo, pubblicato per la prima volta nel 1985, ha avuto un aggiornamento nel 1995 dopo la caduta del muro di Berlino, per integrare i cambiamenti legati a quella svolta epocale.


Sarebbe interessante calcolare oggi l’impatto delle grandi trasformazioni sulla business etiquette: globalizzazione e urbanizzazione, democratizzazione del costo dei voli, internet, incremento degli scambi internazionali, dei flussi turistici e delle migrazioni dei popoli.


La maggior conoscenza tra i popoli certamente tende a sfumare le differenze e un testo come questo resta utile anche come spaccato di momento storico preciso, in un’epoca di trasformazioni accelerate.


Eletta Vettori


do's and taboos around the world

Commenti


bottom of page